Come useresti questi colori?

Nell’immagine di sopra ci sono dei colori a olio, dei pennelli e una spatola.

Ciascuno di noi li userebbe in modo diverso.

Qualcuno intingerebbe il pennello per tracciale righe sul muro, un altro userebbe la spatola per spalmare uno spesso strato di colore, un altro ancora potrebbe pucciare il dito nel colore per sentirne la consistenza.

Qualunque cosa fai con quei colori, succedono almeno due cose:

1. Impari qualcosa: sullo strumento, sul colore,… se ti piace farlo.

2. Crei qualcosa: una riga, una macchia,… una sensazione dentro di te.

Le Neuroscienze del Processo Artistico

Giocare coi colori è tra le forme d’arte più semplici, eppure è anche tra le più suggestive ed evocative.

Giocare con i colori ci insegna quali stanno bene insieme e, quando questo succede, ci sentiamo soddisfatti e proviamo una sensazione di benessere.

Il processo artistico è un trial and error continuo e alterna funzioni cognitive che vanno dall’apprendimento fisico e teorico al pensiero laterale e creativo.

Il processo artistico usa contemporaneamente pensiero logico, emozioni e funzioni motorie.

Ad esempio, mentre provi a creare qualcosa col pensiero e con il corpo,

(es. ragioni di mettere il verde in quella zona e sposti il pennello col braccio)

e capisci se “va bene” ci associ delle emozioni e delle sensazioni,

(es. uhh, che pasticcio, non mi piace!)

(es. oddio com’è rilassante spatolare!).

Ci sono infinite forme artistiche e ciascuna coinvolge in modo diverso la mente, la sfera emotiva e i movimenti (dipingere è diverso da ballare).

Esprimersi in più di un’arte, anche solo per passatempo, è un eccellente modo per tenere attive le diverse reti neurali che si parlano, si integrano e sostengono a vicenda.

E il Coaching può contribuire a quest’allenamento mentale.

La creatività nel Coaching

Il coaching nasce come processo d’apprendimento di sé, per avere maggiore consapevolezza e chiarezza su come agire.

Il futuro, le ambizioni, gli obiettivi da raggiungere,…sono cose da creare.

Prima di fare devi creare:

significa che devi avere un’idea del tuo risultato e devi essere sicuro/a che sia l’idea che giusta per te e che ti darà soddisfazione.

Il coaching fa proprio questo:

tramite una serie di tecniche che accedono alla tua logica, alle emozioni e alle sensazioni corporee, il coaching ti aiuta a sviluppare un processo creativo e di apprendimento.

Ecco perché il coaching è un processo artistico.

Ad esempio, uno strumento molto evocativo ed esperienziale del coaching è la metafora mimata dal cliente e dal coach (integrazione di 3 tecniche: metafora, embodiment e mirroring).

Se il coaching non fosse un processo esperienziale d’apprendimento e di creatività sarebbe difficilissimo capire se un certa scelta è davvero in linea con i nostri piani futuri.

Il coaching è un modo efficace di provare il futuro esattamente come provi a fare un’opera d’arte.

E, come nel coaching, un’opera d’arte non è mai giusta o sbagliata, ma è una creazione personale di una visione personale.

La creatività del coaching ti permette di conoscerti meglio, ma è vero anche il processo inverso: hai mai utilizzato una forma d’arte per conoscerti meglio?

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